Pompe di calore elettriche - un contatore dedicato

Questo articolo è stato pubblicato il 5 ottobre 2013

Quando si installa una pompa di calore in una abitazione, il contatore deve quasi sempre essere aumentato di potenza. Di solito il contratto standard (3 kW, in tariffa D2) non è sufficiente per sostenere la richiesta di potenza di una pompa di calore. Il passaggio ad un contratto di potenza superiore fa crescere sensibilmente i costi medi per kW, soprattutto per l'aumento dei costi fissi.

Ma il problema maggiore in termini di maggiorazione del costo per kilowatt, dopo l'installazione di una pompa di calore, diventa l'aumento progressivo del prezzo dell'energia elettrica all'aumentare dei consumi.

Un soluzione per avere costi più bassi, è l'installazione del secondo contatore, denominato "per altri usi"; questo comporta che il prezzo dell'energia sarà sempre la stesso, senza scaglioni di consumo; inoltre si potrà continuare ad usare la tariffa D2 per il contatore per i consumi standard dell'abitazione, con costi dell'energia molto convenienti.

Si ricorda che le utenze non domestiche (es. alberghi, uffici e servizi) e il contatore centralizzato a disposizione di un condominio sono già di tipo BTA e quindi convenienti per l'alimentazione di un sistema in pompa di calore.