Rinviata al 2018 la messa al bando delle lampadine ad alto consumo

Questo articolo è stato pubblicato il 27 maggio 2015

E così hanno posticipato la messa al bando delle lampade ad alto consumo. Le nostre tasche non ringraziano visto che siamo ben lontani da un risparmio nella nostra bolletta.

Lo scorso 17 aprile 2015 gli Stati membri hanno accettato la proposta della Commissione europea di rinviare la graduale eliminazione delle lampadine di classe energetica D al 1° settembre 2018.

Il consumo di una lampada alogena è quasi cinque volte superiore a quella di una lampadina a LED ad alta efficienza. Nel 2009 la Commissione aveva perciò deciso che questo tipo di lampade dovessero essere messe al bando dal 1° settembre 2016. 

Invece la Commissione è giunta alla conclusione che entro il 2016 il mercato dell'illuminazione non sarebbe stato così evoluto tanto da permettere la sostituzione in toto delle lampadine alogene con quelle a led.
Si è deciso, perciò, di posticipare di due anni la loro messa al bando: sarà il 1° settembre 2018 la data a partire dalla quale le lampadine alogene non potranno più essere commercializzate negli Stati membri dell'Unione europea.


 

Nel 2014, supportati dalle pressioni di un’industria che “non si sente ancora pronta” a fare il salto verso lampadine ecologiche, i governi Ceco, Francese, Tedesco Italiano, Polacco, Portoghese e Slovacco si sono dichiarati favorevoli a un posticipo della messa al bando delle alogene di classe C e inferiore

Secondo l’European Environmental Bureau, che riunisce 140 organizzazioni ambientali, il bando delle alogene dal 2016 avrebbe assicurato ai cittadini risparmi per 6,6 miliardi di euro in bolletta, di cui 780 milioni di euro in Italia. Nello stesso tempo, tuttavia, la transizione avrebbe avuto un costo di circa 10 miliardi per i cittadini europei che di fatto si sarebbero trovati in casa oltre 200 milioni di impianti diventati inutilizzabili per incompatibilità con i soli LED. Infatti, le lampade LED in commercio non sono sempre equivalenti alle alogene.